Mezzogiorno

Dare fiducia ai giovani per salvare il Mezzogiorno

Nuova Politica - Dare fiducia ai giovani per salvare il Mezzogiorno pagina 12
Nuova Politica - Dare fiducia ai giovani per salvare il Mezzogiorno
Un convegno ACLI per dare voce ai giovani: scendere in campo per testimoniare che la disoccupazione non è il destino dei giovani del Sud. Dimenticare sia il ribellismo, sia l'accettazione passiva del presente.

«Dateci fiducia e poi vedrete cosa siamo capaci di fare». Questa una delle risposte all'inchiesta condotta da Gioventù Aclista sui partecipanti all'incontro di studio di Benevento su «La solidarietà possibile: giovani e lavoro nel Mezzogiorno».

L'atteggiamento di questi giovani, fatto insieme di rabbia e di voglia di emergere e di contare, esprime chiaramente la condizione che molti ragazzi del sud si trovano a vivere.

Una condizione pesante: uno su due è disoccupato. Per le ragazze del meridione il lavoro è diventato una chimera: due su tre non trovano lavoro. Le prospettive per gli anni a venire sono ancora meno incoraggianti. Negli anni '90 nove su dieci disoccupati risiederanno nell'Italia del Sud.

È stato questo l'oggetto del confronto promosso da Gioventù Aclista con la partecipazione di studiosi (Mariano D'Antonio, Carlo Borgomeo), esponenti politici e sindacali (Franco Ma-

 

**************************** MANCA TESTO **************************

 

 

abbia al centro la questione del lavoro.

Infatti, in prospettiva, questione meridionale e questione del lavoro vengono a coincidere. Se veramente si volesse mettere mano al disagio che i giovani vivono nel sud, bisogna creare nei prossimi dieci anni 1.850.000 nuovi posti di lavoro, 100.000 posti ogni anno.

È una sfida gigantesca che potrebbe indurre allo scoraggiamento e all'inazione. Invece bisogna incominciare a sperimentare nuove possibilità di lavoro. Il decreto «De Vito» per il sostegno dell'imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno è un primo passo in questa direzione.

Gioventù Aclista dà un giudizio positivo su questo provvedimento perché introduce una nuova filosofia nella legislazione a sostegno della creazione di nuovo lavoro.

Guai però a sovraccaricare di attese questo decreto perché la questione del lavoro richiede ben altra attenzione e ben altra mole di risorse.

Intanto il decreto può aprire vie nuove. Gioventù Aclista si impegnerà in un'azione di promozione e di controllo. Di promozione attraverso il «Movimento primo lavoro» chè è un'esperienza di solidarietà con i giovani e tra i giovani. Con il movimento primo lavoro Gioventù Aclista vuole offrire ai giovani che sono fuori, ai margini- del mercato del lavoro, unservizio di tutela per far emergere il lavoro nero, sommerso, svolto senza garanzie; un servizio informativo per far incontrare domanda ed offerta di lavoro e per sostenere la ricerca del lavoro; un servizio formativo per prepararsi ai nuovi mestieri della società post-industriale; un servizio per la creazione di nuovo lavoro associato. In particolare quest'ultimo servizio sarà decisivo per riuscire a creare cooperative di giovani veri, che preparano progetti di lavoro mirati e che vogliono stare sul mercato. La funzione di controllo può avvenire a livello centrale con un rapporto istituzionale tra Ministro del Mezzogiorno e Consulta dei giovani per il lavoro, che può essere chiamata alle periodiche occasioni di verifica dellostato di attuazione del piano che il decreto prevede. A livello locale, con un'azione di carattere politico culturale per svincolare i giovani dalle dipendenza clientelare, quando non camorristica e mafiosa.

E tempo insomma, come ci ha detto don Riboldi, di scendere in campo. Di scendere in campo per testimoniare che la disoccupazione non è il destino dei giovani, che la mafia e la camorra non sono consuetudini sociali immodificabili e che i giovani possono lanciare un allarme. Un allarme per dire che non accettano di essere considerati un problema fastidioso per la società, bensì una risorsa decisiva_per costruire il futuro.

Misure straordinarie per la promozione e lo sviluppo della imprenditorialità nel Mezzogiorno
Da Hiroshima a Ginevra: 40 anni tra rischio atomico e negoziati
Lapo Pistelli

Articoli correlati

Totale: 65
Occupazione
Il ritardo culturale verso nuove professioni o il rinnovo di «antichi mestieri» si rischia di pagarlo sulla pelle dei giovani.
Mezzogiorno
Dopo la liquidazione della Cassa per il mezzogiorno è urgente trovare nuove soluzioni per lo sviluppo di un Sud in costante evoluzione. Disoccupazione giovanile e riqualificazione del mondo produttivo i temi più importanti sul tappeto.
Dopo il convegno di Torino
L'esigenza di superare la fase del «giovanilismo». Un nuovo rapporto tra istituzioni e giovani fondato sull'attenzione ai problemi concreti. Non basta offrire un servizio assistenziale per efficiente che sia.
Mezzogiorno
Sulla questione meridionale slogans al posto della serietà intellettuale? Per superare il ritorno storico del Sud, ma soprattutto per recuperare il tempo perduto con una eccessiva caduta di tensione politica, vanno individuate tematiche sulle quali il mezzogiorno può giocare d'anticipo.
Giovani
Pace, sviluppo, partecipazione il tema delle iniziative: l'impegno dei giovani D.C. per essere protagonisti
Giovani oggi
La lettura e l'interpretazione dei dati emersi dall'indagine IARD sulla condizione giovanile in Italia, permettono di affrontare con nuovi strumenti di lavoro, la realtà di ogni giorno.
Vanoni
«Nuova Politica» pubblica una sintesi della relazione introduttiva dell'on. Fracanzani, sottosegretario al tesoro, al convegno di Abano Terme dello scorso gennaio. La scelta di Vanoni, di uno schema di progetto non utopico ma possibile resta ancora oggi attuale, specie in relazione all'obiettivo principale da conseguire: la piena occupazione.
Mondo universitario
Un campione statistico di livello nazionale dimostra che i sacrifici alla fine pagano: oltre il 90 per cento dei laureati trova un lavoro che gli va a genio. Ne parla l'autore del libro «II mestiere del laureato».
Mondo universtario
Parlano dell'Università e delle problematiche più scottanti sul tappeto. Il nuovo modo di essere studenti in una struttura che cambia con i tempi.
Speciale enti locali
Ricostruire un nuovo rapporto cittadino-pubblica amministrazione basato sul recupero dei valori comuni. Una nuova attenzione della DC che nasce dalla sensibilità verso le problematiche emergenti degli Enti Locali.
Lavoro
La vittoria del fronte del NO nell'ultimo referendum ha determinato la vittoria della politica del lavoro. Nel fronte del NO anche organizzazioni che non avevano firmato gli accordi del 14 febbraio.
Armi
L'Italia è fra le prime produttrici ed esportatrici mondiali di armi convenzionali. Un convegno delle ACLI e altri gruppi cattolici propone la regolamentazione del traffico d'armi in gran parte clandestino. I popoli del terzo mondo pagano con la fame e con la guerra gli interessi dell'industria bellica.
Mezzogiorno
Necessità di una rinnovata politica non più tesa verso l'intervento-tampone, ma a favore della ripresa e dello sviluppo del Sud, risolvendo soprattutto la disoccupazione.
Mezzogiorno
Il «fondo dello stivale» fa di nuovo notizia. Deludenti risultati delle partecipazioni statali e per le nuove forme di investimento. La presenza di vivaci forze imprenditoriali, finanziarie e culturali.
Mezzogiorno
Intervista a Sergio Zoppi, presidente del Formez
Intervista al dott. Sergio Zoppi, presidente del FORMEZ. Il commento di un esperto in merito agli effetti, buoni o cattivi, che il decreto «De Vito» produrrà nell'economia del Meridione.
Disoccupazione
Le possibili strade per arginare l'aumento della disoccupazione giovanile. Un cambiamento della mentalità dei cittadini per passare dalla fase delle richieste ad un maggior spirito di iniziativa.
Occupazione giovanile
La strada delle risposte concrete è forse cambiata con la legge De Vito. Migliorare l'efficienza del sistema formativo. La maggior parte dei giovani non si sente preparata all'appuntamento con il lavoro.
Mozioni
Publichiamo le mozioni presentate dal Movimento Giovanile e approvate al Congresso. La pace, il servizio di leva, l'ambiente, l'occupazione giovanile, il referendum per la riforma organizzativa.
Scuola
L'impossibile analogia tra la protesta dei giovani in Francia e la situazione italiana. È necessario un atteggiamento più responsabile e rigoroso da parte del «mondo degli adulti» per ristabilire un rapporto più profondo tra cittadini e istituzioni, tra esigenze degli individui e scelte di chi governa. E nei giovani di oggi una domanda più cosciente, matura e chiara rispetto alle proteste del '68.
Economia
A Bologna si è svolto il Convegno sull'uso del denaro e la coscienza cristiana, un incontro tra imprenditori e finanzieri, studiosi e sindacalisti, uomini politici e di chiesa.
Occupazione giovanile
Le nuove linee di politica economica e sociale dei giovani dc illustrate dal responsabile dell'ufficio nazionale per i problemi dell'occupazione giovanile
Mezzogiorno
Quale modello di sviluppo adottare per il Sud? L'orientamento prevalente sembra propendere per un sistema economico integrato: serve allora una cultura imprenditoriale capace di valorizzare tutte le risorse disponibili.
Dibattiti
Una recente polemica su di uno spot televisivo in cui il contratto di «formazione-lavoro» veniva presentato come il frutto di un accidentato «percorso di guerra» è all'origine di una prima riflessione su questo strumento.
Moro e i giovani
Il più grande contributo alla comprensione delle istanze giovanili degli anni '70 nella DC venne dal Moro lasciato all'opposizione nel partito.
Enti locali
Una nuova qualità della vita, non necessariamente legata alla concezione consumistica, ha bisogno di una nuova politica del • comune per dispiegarsi appieno.
Mezzogiorno
La situazione economica del Meridione secondo l'annuale rapporto Svimez. Marcata flessione del tasso di crescita. Gli interventi della legge 64.
Giovani
Estratto del documento «Strategie per una politica per i giovani in Europa verso il 2000»
La lettera di Rosati al MGDC per l'apertura del GI0'2
Dalla tavola rotonda di ieri emerge la necessità di puntare alla piena valorizzazione delle risorse umane.