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L'Unione europea democratico cristiana

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Il Movimento democratico cristiano in Europa esiste da più di 40 anni. L'8 dicembre 1987 infatti l'Unione Europea Democratica Cristiana (UEDC) ha celebrato la ricorrenza, insieme al Gruppo del Partito popolare europeo (PPE) nel Parlamento europeo, con un colloquio che ha ricordato la fondazione delle Nouvelles equipes internationales (NEI) nel 1947.

In questa occasione si è potuto constatare non solo che i Democratici Cristiani europei hanno contribuito alla ricostruzione, alla unificazione ed alla formazione dell'Europa di oggi ma anche che i loro ideali politici restano di grande attualità.

Insieme con gli studiosi, in questa circostanza, sono convenuti ed hanno preso la parola testimoni ed attori di questa storia e di questo sviluppo.

L'UEDC – organizzazione regionale dell'Internazionale Democratica cristiana (IDC) – è l'associazione dei Democratici cristiani della parte libera d'Europa.

Nel suo seno si organizza la cooperazione:

  • dei 21 partiti membri di 19 paesi (fra di loro i 14 partiti membri del PPE);
  • del PPE quale Federazione dei partiti DC della Comunità europea;
  • del Gruppo PPE nel Parlamento Europeo;
  • dei Gruppi dc nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa e nell'Assemblea Atlantica;
  • delle Associazioni dei giovani, delle donne, degli amministratori locali, dei lavoratori, delle classi medie.

Le attività nell'ambito, più largo, dell'UEDC ed in quello, più ristretto, del PPE sono coordinate con lo scopo di assicurare una unità politica dei Democratici cristiani in Europa.

Ciò è reso possibile dalla compenetrazione istituzionale e personale degli organi di direzione. Il Presidente dell'UEDC, Emilio Colombo è, di diritto, Vice-Presidente del PPE; il Segretario Generale Thomas Jansen ed il Tesoriere, Rika De Backer, sono a disposizione dei due organismi. Il Presidente del Gruppo PPE nel PE, Egon Klepsch, e degli altri Gruppi dc, Jean-Marie Daillet (Assemblea atlantica) e Adolfo Sarti (Consiglio d'Europa) sono membri degli Uffici di Presidenza e degli Uffici politici.

I Presidenti ed i Segretari Generali delle Associazioni riconosciute fanno parte degli Uffici politici. Inoltre l'UEDC ed il PPE dispongono di un Segretariato generale comune che assicura la cooperazione ed il coordinamento con i Segretari dei partiti membri, come pure dei Gruppi parlamentari e delle Associazioni.

Tenuto conto di questa situazione, nell'UEDC e nel PPE si discute sull'eventualità di una funzione od integrazione dei due organismi, al fine di formalizzare, e fare quindi apparire anche all'esterno, questa unità di azione che esiste già nella pratica.

Si spera inoltre, in questo modo, di superare alcuni problemi di efficienza e di immagine che sorgono a causa della esistenza di due realtà organizzative.

Il discorso al riguardo sarà approfondito nei prossimi mesi in un Gruppo di lavoro, presieduto dal Segretario generale. Detto Gruppo è incaricato di esaminare tutte le questioni inerenti e di elaborare una proposta, sulla quale gli Uffici politici dell'UEDC e del PPE decideranno, dopo le Elezioni europee del 1989.

È capitale a questo punto, dopo 40 anni di esistenza – tenunto conto del significato che può rivestire tale problematica per la evoluzione futura del movimento Democratico cristiano in Europa – evocare, in questa relazione sull'attività dell'UEDC, come si è sviluppata la partecipazione all'UEDC ed al PPE e quali siano i motivi che hanno indotto ad interrogarsi sull'opportunità di una fusione delle due organizzazioni. Sino alla fondazione del PPE, nel 1976, all'UEDC partecipavano 15 membri, tra «équipes nationales» e partiti.

Tra questi, al momento della nascita del PPE, 3 «équipes nationales» (composte da 2 partiti) e 3 partiti nazionali hanno aderito al PPE. Si aggiungeva poi il Fine Gael dell'Irlanda, che originariamente non era membro dell'UEDC.

Nel 1981 il Kristelig Folkeparti della Norvegia aderiva all'UEDC.

Il momento della fusione"dei Segretariati, nell'aprile 1983, all'UEDC appartenevano 16 membri, tra «équipes nationales» e partiti; di questi 9 partiti membri appartenevano nello stesso tempo al PPE.

Sempre nel 1983 aderiva, sia all'UEDC che al PPE, la Nea Democratia greca.

È nel 1984 che è stata eliminata, dallo Statuto dell'UEDC, la regola che prevedeva, nel caso in cui esistessero più partiti d.c. nello stesso paese, la sola adesione come «équipe nationale». Ne derivò che la Cdu e la Csu tedesche, il Cvp e il Psc belga ed anche il Pnv e l'Ude spagnoli diventarono singolarmente membri dell'UEDC a pieno titolo.

L'insieme dei partiti membri si arricchiva poi della presenza del Pdp spagnolo (oggi Democracia Cristiana/Dc) e del Kds svedese.

L'UEDC contava così, alla fine del 1984, 21 partiti membri; di questi, 10 partiti provenienti da 8 paesi erano, allo stesso tempo, membri del PPE.

Con l'entrata della Spagna e del Portogallo nella Comunità Europea (1986) il Pdp spagnolo, l'Ude catalana, il Pnv basco, come pure il Cds portoghese entravano a fare parte anche del PPE.

Attualmente, infatti, 2/3 dei partiti – esattamente 14 partiti sui 21 membri dell'UEDC – appartengono al PPE.

Una relazione sulla situazione e lo sviluppo dell'UEDC deve inoltre necessariamente riferirsi alle attività del PPE.

I democratici cristiani rappresentano in Europa una forza politica determinante, che dispone di peso ad ogni livello e che in molti casi è decisiva.

Una visione d'insieme, con riferimento alle posizioni rispettivé dei partiti membri dell'UEDC e del PPE nel sistema politico dei diversi partiti, si presenta oggi come segue:

  • dei 21 partiti membri dell'UEDC 11 sono al Governo: di questi, 7 come forza guida;
  • inoltre, i 5 partiti regionali che fanno parte dell'UEDC e del PPE, partecipano ai governi dei loro paesi o delle loro regioni, 3 dei quali in posizione di guida;
  • i partiti membri dell'UEDC, che hanno responsabilità di governo, partecipano in coalizioni con varie forze politiche (ad eccezione del caso di Malta e della Baviera dove dispongono di una maggioranza assoluta):
    • in Germania e nei Paesi Bassi i loro partners son liberali;
    • in Lussemburgo, Belgio, Austria e nei Paesi Bassi collaborano con i socialisti;
    • in Italia ed in Svizzera sono in coalizione con socialisti e liberali;
    • in Catalogna con i nazionalisti;
    • a San Marino con i comunisti.
  • dei partiti nazionali che nei loro rispettivi paesi si trovano all'opposizione, 5 hanno partecipato negli ultimi anni temporaneamente al governo e rimangono potenziali partiti di governo: due di essi (in Grecia ed in Irlanda) in posizioni di forza.

La politica di coalizione dei partiti democratici cristiani in Europa di fatto non segue orientamenti ideologici ma si decide pragmaticamente secondo le necessità della politica interna e la situazione costituzionale dei diversi paesi.

Tutti i partiti membri dell'UEDC possono, come insegna l'esperienza, entrare in coalizione sia con i conservatori ed i liberali che con i socialisti. Problematica, naturalmente, è una alleanza con i comunisti, come si pratica da un certo tempo, in condizioni ben specifiche, a San Marino. Non è pensabile un'alleanza di Democratici Cristiani con un partito dell'estrema destra.

La priorità degli sforzi dell'UECD risiede nella politica di unificazione europea e nella promozione dell'unità d'azione europea dei Democratici Cristiani.

In modo particolare il Gruppo PPE nel Parlamento Europeo è, con coerenza e continuità, attivo in questo senso.

Una quantità di iniziative, di prese di posizioni, di interventi sono al servizio di questo scopo. Gli Uffici politici dell'UEDC e del PPE, che si sono riuniti tre volte nel primo semestre dell'88, hanno dedicato gran parte delle loro riunioni allo sviluppo della Comunità europea ed alle relazioni fra i paesi membri del Consiglio d'Europa. Si sono interessati egualmente della politica internazionale; in particolare del ruolo che gli europei possono svolgere per la soluzione dei problemi a livello mondiale. Un momento importante, nel contesto di questa attività, è stato l'incontro al Vertice del PPE, il 30 maggio scorso a Bonn, al quale hanno partecipato i Capi di Governo Democratici cristiani, i Capi dei partiti membri, come anche i membri dell'Ufficio politico del PPE ed il Presidente dell'UEDC.

Si è potuto sviuppare in questa occasione un largo accordo di posizioni sia in merito alla sicurezza, al disarmo, al dialogo Est-Ovest, che in relazione alla questione dell'ulteriore sviluppo della Comunità europea.

nel PPE, in questi mesi, si intraprendono sforzi finalizzati verso la preparazione della 3a elezione diretta del PE, nel giugno '89. Una Commissione sta elaborando il progetto di un nuovo Programma d'Azione. A questo hanno contribuito, durante gli ultimi mesi, le diverse commissioni ed i gruppi di lavoro del PPE, il Gruppo Parlamentare e le Associazioni.

Il Programma sarà discusso e approvato in novembre, durante il 7° Congresso del PPE a Lussemburgo.

In una serie di Conferenze dei Responsabile dei partiti membri per la campagna elettorale e per le pubbliche relazioni si cerca di fare sì che i Democratici Cristiani, dei diversi paesi della Comunità Europea, si presentino in modo coerente e coordinino le iniziative in questa prospettiva.

Le Commissioni ed i Gruppi di lavoro sopracitati sono delle istituzioni comuni dell'UEDC e del PPE. In questo momento esistono, accanto alla Commissione programma, che è stata formata ad hoc, le seguenti istanze di questo genere:

  • Commissione «politica internazionale»;
  • Commissione «sicurezza e difesa»;
  • Commissione «politica economica e sociale»;
  • Gruppo di lavoro «unione europea»;
  • Commissione «politica giuridica», Circolo europeo dei giuristi democratici cristiani;
  • Gruppo di lavoro «Basi spirituali della politica democratica cristiana».

L'UEDC ed il PPE dedicano un'attenzione particolare, come sempre, ai problemi dello sviluppo in America latina ed alla cooperazione con i partiti membri dell'Odca (Organizzazione americana democratica cristiana). In questo contesto, come promotore e mediatore, svolge un ruolo molto importante il Segretariato Generale dell'ldc, con il quale il Segretariato Generale dell'UEDC/PPE, dall'estate '87, risiede, in una casa comune, in Rue de la Victoire, 16 a Bruxelles.

In questa casa, alla quale è stato dato il nome di «Centro Aristide Galvani», nell'ultimo semestre sono state ricevute molte personalità e delegazioni dell'America latina.

Democratici cristiani d'Europa hanno poi, in varie occasioni, reso visita a paesi dell'America Latina e cercato contatti con i Democratici cristiani locali.

Questa attività e le esperienze acquisite, come pure i progetti che emergono, vengono discussi nel Gruppo di contatto America Latina, nel quale sono presenti sia i partiti membri ed il Gruppo Parlamentare del PPE come pure i Segretariati Generali dell'ldc e dell'UEDC/PPE.

In questa istanza si cerca di coordinare le iniziative ed i progetti di viaggio e di visita, che si intraprendono a diversi livelli, nei parlamenti e partiti, nel quadro dell'ldc.

In merito all'Africa una funzione analoga, negli ultimi tempi, è svolta dalla direzione della Fondazione Africana del Gruppo PPE.

Questo organismo cerca di organizzare, tra l'altro, la cooperazione tra le organizzazioni non governative (Ong) di orientamento Democratico cristiano, che sono impegnate nel campo dello sviluppo in Africa.

Da un certo tempo esistono, tramite la mediazione del Segretario generale dell'Unione dei Democratici cristiani dell'Europa centrale (UCDEC), Konrad Sieniewicz, contatti con Gruppi di ispirazione Democratica cristiana in Polonia. C'è l'intenzione di intensificare il dialogo e la cooperazione con questi gruppi, che esistono e lavorano in condizioni difficili, in Polonia come pure in altri paesi dell'Europa Centrale.

Il nuovo corso della direzione sovietica, fra l'altro, ha creato migliori possibilità di azione nei paesi dell'Europa centrale (specialmente in Polonia), che dovrebbero essere tenute presenti da parte dell'UEDC e del PPE; questo al fine di diffondere il messaggio Democratico cristiano, incoraggiarne i seguaci e sostenere il loro difficile lavoro.

L'azione degli Europei democratici cristiani e delle loro organizzazioni in seno all'UEDC, non è fine a se stesso.

Noi vogliamp unificare l'Europa per rendere più facile ai suoi cittadini, nei diversi paesi, la realizzazione piena della loro vita e per assicurare loro un futuro migliore.

Vogliamo inoltre creare le condizioni per poter contribuire alla libertà di tutti gli uomini ed alla pace, ovunque nel mondo. Per questa ragione il lavoro dell'UEDC si inserisce organicamente nell'impegno che noi, insieme con i nostri amici dell'America, dell'Africa e dell'Asia, intraprendiamo nell'Internazionale democratica cristiana.

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