Il futuro europeo davanti a noi
Il 1992 è la data che scandisce il futuro dell'unità europea. Ma quali contenuti, quali rischi e quali prospettive questa data effettivamente comporta?
Si aprono nuove prospettive ed opportunità soprattutto per i giovani, perché si creano nuove possibilità di esportare beni, capitali ed anche lavoro.
La classe politica ha il dovere di preparare gli italiani a questo appuntamento. Occorre che i giovani studino maggiormente le lingue straniere e serve creare titoli di studio che abbiano validità internazionale. Quanto oggi si fa per l'Europa è ancora poco.
Quanto si può fare affinché si realizzi anche un incontro con l'Europa orientale?
Ultimamente si sono sviluppati rapporti col Comecon. Ora possiamo allargare i programmi Eureka non solo ai paesi non allineati, ma anche a quelli dell'Est.
A tale fine possono essere utili rapporti politici più intensi con questi paesi. Oggi anche paesi come l'Austria e la Svizzera avvertono il bisogno di rapporti maggiori con la comunità europea. In questo senso sarebbe un grave errore vedere il 1992 come il trionfo dell'autarchia europea.
Quale messaggio vuole lanciare ai giovani di Eurogio'?
Vorrei che il tema dello sviluppo europeo resti al centro della vostra attività. Vorrei che voi vedeste il mondo soprattutto per vedere i punti di incontro piuttosto che di divisione, e che cercaste un confronto anche con le forze europee non religiose o di religione diversa.


















































