Pace, una parola da non abbandonare mai

Immersi e anche travolti dalle fredde analisi geopolitiche (una disciplina che ha sempre interessato pochi – pure fra i dirigenti politici – e che invece ora, a partire dall’avvio della guerra in Ucraina, è divenuta soggetto informativo di primaria importanza e audience) tende a sfuggirci cosa realmente ci sia dietro ognuna di quelle analisi, impegnate a spiegare le strategie e le tattiche delle forze in campo, sempre più spesso un campo di battaglia.

Ma se per un attimo ci concentrassimo vedremmo i volti straziati di una famiglia umana distrutta dalla follia omicida della guerra. Esseri umani, donne e uomini, bambini e anziani, giovani e adulti feriti nelle loro carni quando non uccisi, e feriti ancor più nel loro spirito, posto com’è a diretto confronto con la logica spietata dei seminatori di violenza e morte.

Ecco, in quell’attimo fugace coglieremmo meglio e di più, con una intensità acuta e profonda la bellezza, la grandezza, la soavità della Pace. E forse torneremmo a manifestare per essa, a impegnarci per essa, a cercare di farla vivere a cominciare dalle nostre piccole e grandi vicende quotidiane, ivi inclusa la lotta politica oggi viceversa impostata dialetticamente sui rozzi canoni dello scontro perenne e non su quelli, certo più ambiziosi e per ciò stesso più ardui, del confronto e, quando possibile, della mediazione alta.

“Per una cultura della Pace” fu il titolo di un convegno, associato a una giornata di presenza in mezzo alla gente volantinando in piazza del Duomo, che il MGDC milanese organizzò nel dicembre 1983 quale suo contributo all’incombente congresso nazionale del Movimento, a Maiori due mesi più tardi.

Avevamo alle spalle la vicenda legata agli “euromissili”, che aveva acceso non poco il dibattito politico, ed eravamo nel pieno di una nuova fase della Guerra Fredda nella quale le più inquietanti suggestioni nucleari avevano ripreso vigore, ben due decadi dopo la rischiosissima “crisi dei missili” a Cuba: ci pareva allora importante come giovani militanti in un partito rilanciare il tema della Pace, perché l’equazione “Pace = Futuro” è sempre vera ma addirittura verissima per chi ha tutta la vita innanzi a sé.

E fu così inevitabile, e bello, ritrovare il tema fra le pagine dei primissimi numeri di Nuova Politica, a cominciare dalla recensione di un volume che era indispensabile leggere in quegli anni, per la sua lucidità e chiarezza nella proposizione di una informata “educazione alla Pace”: scritto da quel grande intellettuale che fu Ruggero Orfei, Pace fra missili e fame illustrava l’ulteriore scempio causato dalla corsa agli armamenti alla famiglia umana ancora così largamente afflitta da un flagello che con buona volontà si sarebbe potuto sconfiggere.

E poi ancora gli articoli sul commercio degli armamenti di produzione italiana, con i dati inconfutabili elaborati dal SIPRI di Stoccolma; la ripresa del dibattito sull’obiezione di coscienza alla leva militare e la riforma di quest’ultima; le riflessioni sulla politica quale vera “arma della Pace”, come titolava un bel pezzo pubblicato in quello stesso 1984.

Un tentativo, che verrà proseguito nel tempo sulla rivista e anche nel successivo congresso nazionale del Movimento Giovanile DC, per dire con forza – anche al nostro partito – che la Pace, la continua ricerca della Pace non era – è non è, affermiamo ancor oggi – un problema fra gli altri. È il problema fondamentale della comunità umana.

Lo ricordavamo allora e lo ricordiamo ancora adesso con le parole ferme e quanto mai attuali della Gaudium et Spes, parole che non possiamo dimenticare: “ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato”.

Articoli sul tema PACE

Totale: 48
Riflessioni sulla pace
È importante rielaborare le tesi pacifiste alla luce delle categorie maritainiane della «utopia» e dell'«ideale storico concreto». Costruire una cultura di pace significa ritessere i fili della speranza.
Politica estera
Le annunciate trattative di Ginevrauna speranza per tutto il mondo. Interviene per «Nuova Politica» il corrispondente della RAI da New York.
Obiezione di coscienza
Nel numero di «PER L'AZIONE» dell'aprile '64, i giovani dc pubblicarono un articolo di Padre Balducci, che era accusato di apologia del delitto di diserzione e di disobbedienza militare, per una intervista al «Giornale del Mattino».
Ginevra
I presidenti dei due soli paesi che possono innescare o prevenire un terzo conflitto mondiale si incontrano a tu per tu: il primo passo verso una reale distensione anche se­ missili e divergenze sono rimaste.
Mozioni
Publichiamo le mozioni presentate dal Movimento Giovanile e approvate al Congresso. La pace, il servizio di leva, l'ambiente, l'occupazione giovanile, il referendum per la riforma organizzativa.
GIO' 2 Boat
L'itinerario terra-mare del GIÒ 2 Boat: il significato politico, le motivazioni del programma, gli spazi culturali. Ancora una volta si vuole vincere la violenza del silenzio: solcare le acque agitate del Mediterraneo testimoniando lo spirito di fratellanza.
Ginevra
Il nuovo approccio politico della diplomazia sovietica, il vertice di Ginevra e le proposte dei mesi successivi. Pur rimanendo ancora punti di disaccordo, aumentano le speranze per un possibile accordo sulle armi nucleari.
Disarmo
Un quadro delle trattative fra USA e URSS," dopo il vertice di Reykjavik: «... a tre passi da un accordo storico», l'occidente ha il dovere di sfruttare questa occasione per riaffermare le nuove basi di una pacifica convivenza internazionale.
La Pira
Il libro di Vittorio Citterich su Giorgio La Pira. L'uomo di pace al Cremlino, la valigia di santini, l'immagine della Vergine di Fatima, la preghiera alla tomba di S. Sergio.
EYCD
Occorre riprendere ed intensificare i contatti con i movimenti in tutto il mondo che si battono per il rispetto dei diritti dell'uomo. Recuperare la capacità di incidere concretamente sulle decisioni politiche vuol dire costruire la società di domani.
GIO' 2 BOAT
Nel messaggio di Scotti ai giovani DC il senso della ricerca di una nuova dimensione planetaria della politica. I valori più alti della cultura cattolica, sinonimo di pace e di democrazia. La necessità di coniugare speranze e realismo.
GIO' 2 BOAT
Nell'esempio di uomini come De Gasperi, Sturzo, La Pira e Moro, occorre vedere la grande lezione di una visione internazionale della politica, come strumento privilegiato per la costruzione della pace. La necessità di una , maggiore disponibilità dei partiti e delle istituzioni verso i grandi temi che mobilitano le coscienze. Non basta proclamare la pace, occorre scoprire le strade per questa meta.
Esteri
Nella città delle prime fratture tra Oriente ed Occidente si stanno svolgendo quelli che alcuni commentatori hanno definito i «più importanti negoziati tra Est ed Ovest dalla fine della seconda guerra mondiale».
Documenti
Dal Corriere della Sera, 4 aprile 1949
Documenti
Paolo VI, 30 agosto 1965, allocuzione ad un gruppo di ex combattenti germanici in visita ai cimiteri di guerra in Italia, accompagnati da rappresentanze degli ex combattenti francesi, inglesi e italiani, sotto gli auspici del Comitato tedesco per la collaborazione europea delle vittime di guerra e della Confederazione europea degli ex combattenti.
Nessuno è tanto ingenuo da immaginare che la soluzione dei problemi del mondo venga dalla musica soltanto, ma non è nemmeno il caso di lasciarsi sfuggire un'altra occasione per tentare di avere un ulteriore mezzo di comunicazione tra gli uomini.
Intervento alla quinta sessione del GIO'2 Boat svoltasi a la Spezia con una grande partecipazione di pubblico la sera del 23 settembre
Intervista ad Antonello Venditti
al termine del dibattito "Musica linguaggio di pace"
Superpotenze
Quarant'anni di pace "a muso duro"
Significato e speranze del GIO' 2
Ricercare una nuova dimensione planetaria della politica
Documento
Discorso di Gabriel Garcia Márquez ai presidenti della «Commissione dei Sei», promossa da Olof Palme per la pace e contro la proliferazione nucleare.
Presentazione del programma del secondo festival dei giovani dc
Programma
La pace, come progetto politico, morale e religioso, è il filo conduttore del secondo festival dei giovani dc. La pace, frutto della razionalità e della volontà, è per gli uomini che la vogliono fortemente. «Le strade siano piene di ragazzi e ragazze che si divertono».