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Giornale di bordo n. 2
pagina 9

Ines Duarte: "Mio padre? Uno che mantiene gli impegni"

Nuova Politica - Ines Duarte:

Il ruolo della democrazia cristiana salvadoregna a favore della pace, della giustizia sociale e del dialogo, ma anche l'esperienza del rapimento sono stati l'oggetto di una intervista a questa testata di Ines de Guadalupe Duarte Duran, figlia dell'attuale presidente del Salvador rimasta per mesi in mano ai rapitori della guerriglia marxista che tenta di rovesciare il governo legalmente costituito.

Camicetta e pantaloni azzurri, la signora Duarte sorride spesso, assume un tono serio soltanto quando ricorda la propria esperienza di prigioniera del Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Martì.

"La democrazia cristiana", inizia a raccontare, "è nata 23 anni fa. Pochi iscritti, poco seguito, tante le difficoltà economiche, molte le persecuzioni, gli esilii e le uccisioni dei militari, come quella di Mario Zamora. Ma il momento più brutto fu nel 1972. La Democrazia Cristiana aveva vinto le elezioni, ma i militari impedirono la proclamazione di mio padre presidente. E lui dovette partire per Caracas".

La Achille Lauro ha appena lasciato Genova per La Spezia. La cabina del ponte lido dove si trova la signora Duarte, cattedratica e madre di tre figli, inizia a riempirsi di sole. "Tutto questo fino al 1979", prosegue, "quando un gruppo di giovani ufficiali emana il "proclama delle forze armate'' ed istituisce un governo militare ma di transizione''.

"Pochi mesi dopo mio padre poté rientrare. La gente per le strade cantava e faceva festa. Era felice perché sapeva che è un uomo che mantiene gli impegni". Intanto però la dittatura degli ultimi sette anni aveva dato spazio al formarsi di una sinistra forte (prima era quasi inesistente) tra le frange più disperate della società".

Dopo gli anni della transizione, e di un governo di unità nazionale che vedeva anche il capo della guerriglia, Guillermo Hungo, tra i ministri, le elezioni del 1984.

Al ballottaggio Duarte vince con il 60 percento dei suffragi.

"La gente contrariamente alle altre popolazioni della regione, si recò in massa a votare. Nonostante le intimidazioni. E questo perché sapeva che l'alternativa è la guerriglia, che si era fatta conoscere per le uccisioni ed i furti di generi alimentari. Una vittoria che ha significato l'avvio della riforma agraria ormai già compiuta nella prima fase, a partire dal 1985. E quello di un dialogo con le forze armate che ha come scopo quello di renderle una parte della società presa nel gioco democratico e non più in pericolo per la democrazia".

Ci era stato detto che Ines Duarte è disposta a parlare di tutto, tranne che del suo rapimento. Inavvertitamente il discorso ci cade sopra. Ed è lei che a questo punto vuole parlarne. "Sapevo che mio padre avrebbe fatto di tutto per liberarmi e che il mondo era con lui (una cosa di cui sono fiera).

Da allora mi sono accorta che, nonostante quanto cercassi di fare prima di essere sequestrata, non si può essere figli del presidente ed avere una vita normale. E sono riuscita a superare la prova solo pregando, come ha fatto anche la mia famiglia".

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