Nuova Politica, per me una storia che non è finita...

Presentazione del primo numero di Nuova Politica (Roma, 24 maggio 1984)

Mi è stato chiesto di ricordare la mia esperienza a “Nuova Politica” ed è con emozione che ritorno a quegli anni, a sfogliare con la memoria non solo le pagine della rivista ma del periodo che abbiamo vissuto, un periodo in cui le parole democrazia, libertà di pensiero e di stampa erano declinate nel loro significato pieno.

L’onorevole De Mita allora segretario, insieme con gli altri leaders della DC, in cui noi tutti militavamo nei nostri comuni, facendo la gavetta a partire dalle sezioni comunali, per arrivare ai comitati provinciali, ebbe il proposito fermo di formare la classe dirigente del futuro, unendo l’entusiasmo giovanile, con la formazione politica e culturale che ci venivano offerte, all’esperienza di chi era già ai vertici del partito. Fu così che, provenendo da tutta Italia, ci ritrovammo a Maiori, per il nostro congresso nazionale. Che giornate meravigliose fatte di dibattiti sui valori, sul futuro di cui volevamo essere protagonisti nella costruzione di un Paese, di un’Italia sempre più sinonimo di libertà,di sussidiarietà e di valori cristiani, come base non solo della vita politica ma anche sociale. Oggi praticamente i congressi non esistono più e la classe politica non è più rappresentativa delle realtà locali ma è selezionata con criteri alquanto discutibili. Noi, invece, eravamo rappresentanza scelta da altri giovani con cui condividevamo la politica a livello locale e i sogni di un futuro di sviluppo e progresso per un Paese dove tutti avrebbero potuto esprimere le proprie potenzialità ed essere tutelati nelle proprie fragilità.

Il Popolo, 25 maggio 1984, pagina 4

C’è stata data l’opportunità di confrontarci liberamente ma anche di poter divulgare le nostre idee, riflessioni, propositi per un futuro di cui saremmo divenuti i protagonisti. Con questo spirito nacque “Nuova Politica”, una rivista che la DC finanziava dandoci la libertà di scrivere senza censura alcuna. Che grande opportunità abbiamo avuto, soprattutto considerato che oggi, neppure sui social si può esprimere liberamente la propria opinione perché gli algoritmi decidono cosa deve assecondare il pensiero dominante mentre tutto il resto non deve trovare spazio. Parlare poi di un giornale finanziato dei partiti con piena libertà per chi scrive, oggi sembra una cosa irrealizzabile. Osservo con tenerezza ma anche con preoccupazione le nuove generazioni a cui influencers spesso frivoli e senza contenuti o peggio addomesticati o al servizio di grande interessi, dipingono una realtà che non accetta chi ha un’opinione diversa. Proprio per questo “Nuova Politica” è più che mai attuale. A noi è stata data la possibilità di crescere, di amministrare e di essere, di fatto, la classe dirigente che fa da ossatura del nostro sistema democratico e del funzionamento della pubblica amministrazione, nonostante governi miopi e di cortissimo respiro. Oggi mancano i leaders perché mancano i valori morali che devono guidare la politica come arte di amministrare la Polis. Mancano le conoscenze della storia, del pensiero filosofico ma soprattutto non si concepisce la politica come più alta forma di carità, dove l’eletto si mette al servizio della comunità e non di propri interessi o peggio di gruppi che ne finanziano le campagne elettorali. Eppure, le manifestazioni che hanno radunato in piazza milioni di italiani che non possono più tollerare di vedere bambini e famiglie intere sterminati sotto le bombe o con la fame e la sete, stanno ad indicare che il popolo italiano ha in sé la coscienza di ciò che è buono è giusto. Anche oggi come allora possiamo divenire non solo un mezzo per discutere, dibattere in piena libertà, ma anche un faro che illumini la via giusta, la via che ci può portare allo sviluppo e alla pace che incredibilmente al giorno d’oggi, in cui troppi parlano di armi e guerre, come se fossero davanti ad un videogame, è il bene supremo che dobbiamo difendere, come il diritto di ogni popolo all’autodeterminazione.

Papa Leone XIV nel suo ultimo viaggio in Africa, non ha esitato a dire che il mondo è in mano a pochi tiranni e che Dio viene tirato in ballo come copertura, ma non ascolta le preghiere di chi ha le mani sporche di sangue. Noi che nel cuore, nell’anima, siamo sempre democratici e cristiani, sappiamo bene che la vita è una lotta tra il bene e il male, che i tiranni finiscono tutti malamente mentre le vittime innocenti sono sempre i martiri delle loro epoche, ma sappiamo anche che alla fine il bene trionfa sempre sul male. Questo ciò in cui crediamo, questa è la nostra forza e con questa certezza possiamo, anzi dobbiamo, anche attraverso Nuova Politica essere di aiuto per la crescita dei futuri politici che governeranno negli anni a venire, per garantire pace e prosperità all’Italia che resta sempre il Paese più bello del mondo; un Paese che dobbiamo amare e rispettare per consegnarlo sempre migliore a chi verrà dopo di noi.

Maggio 2026

Presentazione
del primo numero di Nuova Politica
Roma, 24 maggio 1984
Libreria Paesi Nuovi


Totale: 9
Roma
24 maggio 1984
Giovanni Galloni, Luca Danese, Ciriaco De Mita, Renzo Lusetti, Dario Franceschini, Alessandro Forlani
Roma
24 maggio 1984
Giovanni Galloni, Luca Danese, Ciriaco De Mita, Renzo Lusetti
Roma
24 maggio 1984
Luca Danese, Ciriaco De Mita (di spalle), Renzo Lusetti
Roma
24 maggio 1984
Giovanni Galloni, Luca Danese, Ciriaco De Mita, Renzo Lusetti, Alessandro Forlani
Roma
24 maggio 1984
Giovanni Galloni saluta Ciriaco De Mita, Luca Danese (in secondo piano)
Roma
24 maggio 1984
Ciriaco De Mita, Alfonso Pisicchio (sul fondo)
Roma
24 maggio 1984
Luca Danese, Ciriaco De Mita, Renzo Lusetti, Dario Franceschini
Roma
24 maggio 1984
Mauro Fabris, Giovanni Galloni, Luca Danese, Ciriaco De Mita, Dario Franceschini, Alessandro Forlani
Roma
24 maggio 1984
Luca Danese, Ciriaco De Mita, Renzo Lusetti